con le mani sul viso
corsero giù la strada
la cacciata dal paradiso
era appena iniziata
la trasformazione del reale
in un remoto angolo della vita
doloroso sgomento
le gambe pesanti ferme
come un tronco
fossero radici antiche
per abbeverarsi in quella terra
nelle sussurrate parole
poi quella definitiva
la partenza all´alba
con le valigie in mano
le lacrime asciugate
zia Maria ci protegga
e poi la strada
gli occhi abbassati
mancanza di saluto
strane usanze
vecchi confinati in cantina
lavati velocemente la mattina
nutriti di pastiglie
di pane vecchio una settimana
una chiamata al telefono
ogni tanto
un bottone telecomandato
per le urgenze
un bacio solo a natale
il paradiso e´ passato o e´ presente
forse arriverà domani
stava in quella capanna esposta al vento
col tetto di lamiera
nel respiro lento adagiato sul seno della madre
o in una birra fresca sul banco dell’osteria
poi un messaggio cifrato
annunciato da un bip allegro
arrivato ieri sera all’ora di cena
nel quale si leggeva
“ti prometto il paradiso”
now
ora
i giornali parlano di piogge estese
le sedie rovesciate chinano il capo
gli ombrelloni bagnati
annunciano la fine di stagione
turisti con scarpe bagnate
e magliette troppo leggere
entrano per asciugarsi i capelli
e per bere
due uomini vestiti con la sola cravatta
siedono con un bicchiere di vino
e parlano del bene e del male
e della filosofia del calcio
al tavolo centrale
un uomo obeso
legge un articolo
“come perdere peso”
mangia con due forchette
e con entrambe le mani
“oggi cresce l’erba sui rami
il sapore delle ciliege riscalda la mano”
la signora magra benestante
davanti a un’insalata salutare
manda assegni pesanti
al villaggio africano
zia Maria prega per entrambi
salita in cielo a 94 anni
non ha mai fatto la guerra
ne mangiato cose strane
ne girato il mondo
non era mai uscita di casa
nella città d’acqua
le barche sono scese sul fondo del mare
il letto del canale secco
il vaporetto fermo al molo
colombe volano angosciate
avanti e in cerchio
fiumi di immagini scorrono
su uno schermo gigante
scorrono fiumi di sangue
il sacerdote intinge la mano
fa il segno della croce
con il liquido sacrificale
uomini e donne
fedeli alle loro paure
si sono rinchiusi in casa
una vecchia con due sacchetti di plastica
si fa il segno della pace
un’altra volta, un’altra volta
poi sbaglia e
tocca il petto di un africano
le televisioni nel bar sport
trasmettono solo partite di calcio
un professore universitario
fa il tifo per una squadra locale
strappa le pagine del suo ultimo libro
per farne piccoli aerei
da lanciare al tavolo centrale
oggi non si cucina
i panini sotto vuoto sono commestibili
anche se non pare
un cuoco magro racconta
dei tempi lontani
quando si mangiava a tavola
seduti davanti a un piatto caldo
e… la mamma faceva i bambini
poi si baciano, si abbracciano
la vecchia cade a terra e muore
sotto gli occhi della badante
che resta disoccupata
parole di carta volano leggere
senza sostanza
inquinano l’aria
nessuno se ne occupa
forse cercano senso
bambini e bambine impiccati
penzolano da un albero antico
che si rifiuta di fiorire
Amen
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