Tu
ConfidoNotte
di nuove stelle
di arsi richiami
nella strada muta
m'imbatto
in squarci di vento
la luna
lentamente
lascia
il ricovero
dei fitti alberi
per salire
impudica
al brillare degli occhi
Sulla soglia
Sul bordo
Sul bordo della soglia
Come prima del tuffo
Inconsapevole
Inarrestabile
Come prima di dirti
Quando non so ancora
E mi fido
Assolutamente
Mi fido
Sono felice
Sul mio balcone
Sono felice
Sul mio balcone
impariamo
impariamo a respirare
corpo a corpo con la terra
in salita
senza sosta
scopriamo di non essere soli
e il cuore si anima, stringe
per chi sta nel fango
che al guardare
spacca il cuore
Poemetto degli ulivi
I“Non bagnare i piedi, che ti prendi un malanno”
La madre è dentro, mi parla
L’acqua cade dal cielo, è invito a rinascere
Parole si tuffano, osano il prodigio!
Di te solo
un filo d’oro, una benda colorata
Eppure nel campo
ogni giorno
preparo l’incontro
Mi sembri proprio ossessionata:
“Vai nel campo, senti cosa dice la terra”
Trattore e cicale
sono la voce della terra
stanno insieme
e non si sopportano
- non c’è pace tra gli ulivi -
È tornato! Il figlio è tornato!
dalla rena e dall’onda antica
va scoprendo terre e donne
non ancora nominate
Sono stata bambina nel campo
“regina in bocca di trifoglio”
Non ulivi, peschi rosa poi frutti maturi
a ricordare l'amore giurato e l'insopportabile tradimento
In un balzo fremo
a contenere il mondo, a mani sudate
Ancora l’ulivo
Lui proprio lui, l’albero
Equidistante
Impone un movimento
Mi vuole
Seduta sulle radici
Mi avvicino cauta
Quasi lepre
Adesso credo alla promessa dei tamburi
Approssimata al mare
La bambina sensibile
la bambina spalanca gli occhi:
il gatto ha fame
quando miagola al suo biscotto!
E' l'alba
voci e passi accompagnano
il sogno del viaggio
che concreto salpa dal deserto
Cuore estraneo
non vuole risveglio
la barca affonda
e naufrago
"...i miei sogni sono esausti
con me dormi e in me"
Vorrei dirti parole lontane
raccontare cose minime, brillanti
sguardi puliti e possibile incontro
anche se il possibile incontro
non si stanca mai
ascolta e mi libera la mente
Quante farfalle
assordano il gesto
ovunque
Quanti frammenti
compongono lo svilupparsi
di un'armonia
Quanta fiducia
e' necessaria
per dire di se'
Cosa c’è tra le dita e il sorriso?
lo stare e il desiderio
il dono e il tremore
lo spazio e il tempo che resta
Sulla striscia di calce
scorri arancione
a mano la bicicletta
Inconsapevole
mostri profondità
a voragine
fatti interni, sacri
fatti unici, sacri
mi assolve il mistero
Posso
scrivere una poesia
tutta cielo (e fiori bianchi)
oh tigre dagli occhi fondi!
Parma
Dalla finestra d’angolo
all’ultimo piano
sole - fontana piatta - prato verde
riflettente, la piazza
musicante
Calore passante
dal palazzo ai nostri corpi
e la tenda verde salvia
drappeggia
i moti dell’anima
In piedi
ferma sulla soglia
aspetto il verde che inonda
scongiuro luce
al movimento
trasparente
al suono
L’onda a risacca
lambisce il coraggio e
cellula sola,
anomala e corruttibile,
sono edera viva
sul ceppo
Alle volte urgenze spingono
le parole del cuore
in luoghi indifesi
L’uomo nato da uomo
ha mani grandi e piedi
troppo grandi
Violento (per dimenticarsi intero)
vittima errante di un amore inconsistente
biondo pallido, manca
Sa che la legge dei padri non regge
che non è più legge
Ricorda carezze
Nella luce del mattino
toglie la giacca
fa caldo, è quasi estate
Appagata
Isola della sensualità goduta
Profumi stordenti e cicale
E la vita é natura accecante
Che sovrasta
Che pensa al posto mio
Un grosso calabrone
Ronza forte sulla testa
Abbisogna solo di un fiore
La sua vita e la mia
Nel viale dei platani
si rincorrono
nell’intima nebbia
la madre col figlio.
Sanno dell’altro ciò che basta
parlano e a tratti si ascoltano
tutto reclama la totale attenzione
come quando in barca il cielo si fa scuro