Mercedes Spada

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Doganella

Lì,
dove i campi dorati sconfinano nell'azzurro
i nostri anni incontrarono la storia

ombre conosciute s'intravvedono ai limiti

La terra
ha assorbito l'odore dei corpi
che furono la mia casa

Lì ho sostato
quando non avevo ancora generato
ed una giovinezza timida e spavalda
apriva la porta sul viale

Nei lunghi giorni
ho ascoltato
il canto ininterrotto della cicala
lei e il sole in tutte le mie estati

l'Orsa Maggiore e la stella Polare
direzioni luminose poi
di altre notti

È lì che piango
lì il mondo si riposa

e tu
fratello che mi vieni incontro
e mi saluti con le nostre parole
tu sai.
(luglio 2008)


Primavera

Ho rivisto le forsizie
puntare i loro rami gialli
verso il cielo.
I paesaggi dell'amore
sono deserti.
Ti aspetto
con la testardaggine del beduino
che riprova ancora le dune
per vedere i mercati
riempirsi di colori.

(1996)


a mio figlio

Vorrei essere il mare
per attutire
l'urto dei tuoi anni
furibondi
bagnare il tuo corpo ancora impacciato
mostrarti il percorso preciso
tra le stelle
riflesse nella mia acqua,
scivolarti a fianco
aspettando
che tu scelga la tua spiaggia
e tracci le prime orme sulla sabbia

(1997)


A mia madre

Te ne sei andata,
hai ricoperto le sedie,
le poltrone, il tavolo
con i lenzuoli bianchi,
hai chiuso la luce
hai chiuso le porte "a doppia mandata"
come per le vacanze estive
e sei andata via.
Ti ho ritrovato
in un' immaginetta
con le tue perle sul golfino,
così per sempre.
C'è silenzio, assoluto.
Ero sicura
che sempre mi avresti parlato
ma non nei miei pensieri
non nei miei sogni.

(2004)


Mercedes Spada (insegnante di lettere nelle scuole pubbliche superiori)