Lì,
dove i campi dorati sconfinano nell'azzurro
i nostri anni incontrarono la storia
La terra
ha assorbito l'odore dei corpi
che furono la mia casa
Nei lunghi giorni
ho ascoltato
il canto ininterrotto della cicala
lei e il sole in tutte le mie estati
È lì che piango
lì il mondo si riposa
Primavera
Ho rivisto le forsizie
puntare i loro rami gialli
verso il cielo.
I paesaggi dell'amore
sono deserti.
Ti aspetto
con la testardaggine del beduino
che riprova ancora le dune
per vedere i mercati
riempirsi di colori.
Vorrei essere il mare
per attutire
l'urto dei tuoi anni
furibondi
bagnare il tuo corpo ancora impacciato
mostrarti il percorso preciso
tra le stelle
riflesse nella mia acqua,
scivolarti a fianco
aspettando
che tu scelga la tua spiaggia
e tracci le prime orme sulla sabbia
A mia madre
Te ne sei andata,
hai ricoperto le sedie,
le poltrone, il tavolo
con i lenzuoli bianchi,
hai chiuso la luce
hai chiuso le porte "a doppia mandata"
come per le vacanze estive
e sei andata via.
Ti ho ritrovato
in un' immaginetta
con le tue perle sul golfino,
così per sempre.
C'è silenzio, assoluto.
Ero sicura
che sempre mi avresti parlato
ma non nei miei pensieri
non nei miei sogni.
Mercedes Spada (insegnante di lettere nelle scuole pubbliche superiori)