lago a specchio con alberi, colori blu azzurro e giallo

poesia della settimana    archivio

 

La scena che dovrebbe suonare consolatoria

A me in realtà non è successo niente
sono riuscita a uscire dalla città prima
che catturassero la mia camicetta gialla di seta
prima che con la baionetta accorciassero le mie
gonne troppo lunghe
che comunque non amavi perché nascondevano le ginocchia
Dico che non mi è successo niente
Ma
io ancora tremo a piedi nudi sul cemento bagnato
di un qualche lager
e nessuno mi troverà mai più
Lontana da tutto svolgo attività quotidiane
completamente libera
Ma
in ogni sogno mi catturano di nuovo
mentre mi difendo tento di fuggire piango
mi fa male tutto così tanto che in stato di veglia
non ho coraggio di muovermi
Quando nessuno guarda tastando cerco i gonfiori
e conto le unghie sulle dita mentre stringo la maniglia
nel tram
Parlo normalmente rido scrivo poesie d´amore
mangio con gusto e regolarmente

Ma
io in realtà raggomitolata nell´angolo di un qualche lager
sul cemento bagnato piango
Quando le previsioni del tempo alla TV annunciano l´abbassamento
della temperatura
il vento del nord e la neve sui monti
io stretta ad un termosifone caldo tremo
perché sono a piedi nudi sopra la fossa al freddo secco
e aspetto che mi chiamino
Mentre ti telefono e fisso l´appuntamento per il caffè
che mi rende felice
disegno con grande precisione le sbarre sulla carta
Nessuno mi potrà mai più liberare
mentre mi dici dormi non è successo niente.

Jozefina Dautbegovic'
Zagabria, 17/XI/1995
da Prizori s podnog mozaika (Scene da un mosaico)